Trasformare l'integrazione in inclusione È certamente vero che l'alunno disabile apprende, comunica si relaziona con difficoltà, qualche volta ha comportamenti imprevedibili, magari problematici. Nel rispondere, cercheremo di evitare il ricorso a c… Certo in modo informale e spontaneo, ma un grande vantaggio deriverà ai nostri alunni se potranno esercitarsi in modo specifico su queste capacità, magari in situazioni difficili. Troppo spesso questo non accade, e la cosiddetta scuola normale non è ancora dotata di risorse sufficienti che le consentirebbero di far fruttare al massimo la presenza attiva degli alunni differenti. In molte situazioni l’individualizzazione è stata interpretata come sinonimo di separazione, di lavoro individuale condotto dall’insegnante di sostegno, dentro e fuori la classe. Gli alunni assieme a noi, hanno bisogno di apprendere competenze alte di regolazione espressiva, efficace e creativa del comportamento sociale. 2) L’adattamento come strategia inclusiva. Molte di queste considerazioni vengono fatte pensando che la sola presenza di una persona disabile, anche passiva, "ci faccia del bene", ci arricchisca. /N 3 Autonomia, partecipazione, integrazione: Il ruolo delle tecnologie. Crediamo che invece si debba con forza e chiarezza rivendicare (e costruire nella pratica quotidiana) l'essere risorsa dell'alunno disabile, che con la sua presenza attiva e gestita bene (con un buon livello di integrazione) induce molti elementi di qualità all'intorno alla scuola e non solo. In particolare sono da valorizzare le strategie di lavoro collaborativo in coppia o in piccoli gruppi. stream In più può avere problemi di salute, fragilità, necessità di protesi, accorgimenti particolari; può avere anche dei familiari difficili, perché essi stessi in difficoltà, e così via. Le specificità e le specialità tecniche vanno valorizzate soprattutto per migliorare le qualità inclusive delle normalità: le tecnologie multimediali utilizzate da tutta la classe, i piccoli gruppi cooperativi, i testi arricchiti e modificati, le didattiche metacognitive e costruttiviste, gli interventi motivazionali e psicoeducativi nel gruppo, ecc. google_ad_type = "text_image"; PAROLE CHIAVE PER L'INCLUSIONE Carla Maria Barzaghi Genova, 17/10/2018 . %PDF-1.7 PIANO D’INTERVENTO PER FAVORIRE UN CLIMA INCLUSIVO IN CLASSE A cura di Sergio Carlesso ... Alcune considerazioni sull’insegnamento individualizzato fuori dalla classe Come ho già scritto in un mio recente articolo (vedi “Scuole in Rilievo” n. 22 – novembre ... dell’inclusione è la classe. Per interpretare l’inclusione come modalità “quotidiana” di gestione delle classi, la formazione deve essere rivolta sia agli insegnanti specializzati nel sostegno, che a tutti gli insegnanti curricolari. È certamente vero che l'alunno disabile apprende, comunica si relaziona con difficoltà, qualche volta ha comportamenti imprevedibili, magari problematici. A livello di istituzione scolastica si deve considerare, inoltre, la realizzazione di iniziative di formazione e aggiornamento sui temi della disabilità e dell'integrazione. //2007-01-29: Glossario Integrare le risorse speciali nella «speciale normalità» Favorire la partecipazione e l’inclusione: Tecnologie assistive e ICF 8. Se l'altro ha buone capacità di apprendimento in qualche modo progredirà, ma se ha una disabilità, l'attenzione del docente viene maggiormente catturata dalla dimensione dell'apprendimento. in un insieme coordinato e globale. alunni differenti. 6. Grazie alla presenza di alunni disabili si riflette a fondo sui processi di apprendimento. 2 0 obj Ci riferiamo non tanto alle ore degli insegnanti di sostegno e degli educatori, peraltro fondamentali, ma soprattutto alle capacità manageriali, alla formazione specifica, alle metodologie e strategie didattiche, alle motivazione e incentivi, a soluzioni organizzative innovative (spazi, tempo, materiali, collaborazioni, alleanze extrascolastiche, supporto dei servizi, ecc.) Ma allora, si potrebbe pensare, come fa una persona così (degna ovviamente della massima considerazione e cura) a portare qualità alla scuola? Cosa si intende per risorsa? Il compagno disabile ci fa riflettere sulla valutazione: "Come li/ci dobbiamo valutare?" Temi • L’educazione inclusiva • Il profilo del docente inclusivo • Progettare esperienze per soggetti con Bisogni Educativi Speciali • Favorire l'inclusione degli allievi attraverso l'uso delle TIC • La competenza digitale come fattore di inclusione Prof.ssa Sandra Troia sandra.troia@istruzione.it www.cittadinanzadigitale.eu 6. Un altro elemento di qualità è identificato nel rapporto tra maschi e femmine, tra alunni disabili e tra insegnanti e collaboratori scolastici. favorire l'inclusione. I compagni di classe sono la risorsa più preziosa per attivare processi inclusivi. Servono a raggiungere nuovi obiettivi o a migliorare l'esistente. Le disabilità e le differenze sono dunque una risorsa che produce vantaggi, ma ad una condizione: che la scuola (e non solo) sappia comportarsi �@���R�t C���X��CP�%CBH@�R����f�[�(t� C��Qh�z#0 ��Z�l�`O8�����28.����p|�O×�X In più può avere problemi di salute, fragilità, necessità di protesi, accorgimenti particolari; può avere anche dei familiari difficili, perché essi stessi in difficoltà, e così via. google_ad_client = "pub-5823367332838092"; google_ad_channel = "8342817323"; in allegato al PTOF - Anno scolastico 2019/2020 . In questa parte viene descritto ciò che la scuola, e/o il Consiglio di Classe promuovono per favorire l'inclusione. //2007-01-29: Glossario 5. Costruire le proprie competenze assieme ad altri, di cui alcuni in difficoltà, cooperare e fare il tutor sviluppa competenze di pensiero di ordine superiore, non accessibili in uno studio esclusivamente individuale. Progettare gli interventi educa tivo- da tici. Questa presenza, talvolta scomoda, sempre impegnativa, ci consente di raggiungere importanti obiettivi, che sono altrettante dimensioni di qualità del fare scuola. Cookie per gli annunci di Google e norme sulla privacy. Assistive Technology per utenti con deficit sensoriali e psicofisici 6. Ma anche un'amicizia influente può essere una, risorsa strumentale, o un buon livello di autostima, o un bel sorriso, ecc. Formazione e livelli di competenza del personale 5. 5. google_ad_client = "pub-5823367332838092"; Come si impara? Proge tare la continuità e l’orientamento Obiettivi di miglioramento Obiettivo Tempi Modalità di verifica indicatore A 1, la scuola intende dotarsi di un sistema di verifica dell’efficacia dell’utilizzo delle risorse professionali per favorire l’inclusione Pluriennale Le distribuzioni di genere dovrebbero tendenzialmente rispettare quelle presenti nella popolazione, altrimenti è probabile osservare difficoltà sia in ambito psicologico (nell'identificazione, nelle dinamiche affettive, ecc.) Essa è un costante processo di miglioramento, volto a sfruttare le risorse esistenti, specialmente le risorse umane per sostenere la partecipazione all’istruzione di tutti gli studenti all’interno di una comunità. LA SCUOLA prassi per l’inclusione nei processi di apprendimento Nessuna difficolta’ di apprendimento esclude la possibilita’ di avvicinamento alla classe obiettivo La riduzione degli handicap cercare un punto di contatto, un raccordo, fra la programmazione per la classe e la programmazione per l’alunno disabile. A questo riguardo, infatti, la Legge in questione recita: “L’integrazione scolastica ha come obiettivo lo sviluppo delle potenzialità della persona handicappata Infatti una buona integrazione-inclusione passa attraverso l'utilizzo sistematico di gruppi di apprendimento cooperativo e di alunni tutor. relazioni più varie. INCLUSIONE E DISABILITÀ MIUR - PIANO PER LA FORMAZIONE DEI DOCENTI 2016-2019 1. Ci interessa discutere qui del valore positivo, "strumentale", della presenza attiva di un alunno disabile, che partecipa, con le sue possibilità, ai percorsi di formazione con tutti gli altri alunni. I dirigenti e l'organizzazione didattica possono imparare l'arte e la scienza della flessibilità creativa nei tempi, negli spazi, negli incarichi, nelle responsabilità, ecc. Se la programmazione individualizzata viene costruita senza conoscere la programmazione della classe si commette un gravissimo errore ai fini dell’integrazione. Oggi dobbiamo attentamente osservare l'evolversi dell'integrazione, con lo strabismo necessario dell'insegnante, che deve guardare sempre verso più direzioni ma con un occhio di riguardo alla tutela dei diritti degli alunni disabili, che non devono perdersi nella strada delle riforme e controriforme. La mediazione didattica diventa pensiero didattico attivo quotidianamente tra pari, generato dalla necessità di produrre apprendimenti anche assieme a chi possiede minori risorse cognitive (Vygotskij). L'altro occhio deve guardare alla qualità dei processi di integrazione, puntando con chiarezza ad alcuni obiettivi che diventano fattori costitutivi di qualità. In questo tipo di guadagni educativi potremmo anche aggiungere la costruzione delle regole, dei sistemi di premi e sanzioni, dei contratti e patti formativi, delle aspettative valutative, delle certificazioni / attestazioni / diplomi, ecc., tutti casi in cui, grazie alla disabilità ci si deve confrontare con le diversità, accogliendone le specificità, non escludendole in nome di una pseudo equità statistica [v. voce Portfolio delle competenze]. google_ad_width = 728; E questo perché ci testimonia della sofferenza umana, del valore della salute, della solidarietà, della vita, dell'educazione. Risorse strutturali Nel rispondere, cercheremo di evitare il ricorso a considerazioni legate al valore intrinseco della sua presenza rispetto a noi "normodotati ". Attraverso queste relazioni significative miglioriamo le nostre qualità più umane. google_ad_type = "text_image"; In molte situazioni l’individualizzazione è stata interpretata come sinonimo di separazione, di lavoro individuale condotto dall’insegnante di sostegno, dentro e fuori la classe. Della presenza attiva di un alunno disabile beneficia anche chi non è legato alla scuola: il cittadino, l'amministratore e il politico sentono realizzato nell'integrazione, giorno dopo giorno, un fondamentale diritto alla piena partecipazione sociale e un essenziale valore di equità. 2. In questa scheda va descritto ciò che la scuola, e/o il Consiglio di Classe promuovono per favorire l'inclusione.

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